L’astro che più brilla (Astrum sui conscium) Lirica in italiano e in latino di Giovanni Teresi

L’astro che più brilla

giunge da lontano,

è un brillante nell’oscurità.

Anni luce sono visioni eteree,

esistenze intermittenti.

Piccolo granello che nell’immensità

si confonde.

La polvere di stelle

adorna il manto vellutato,

dispone il destino

in cromatici disegni.

Nel merletto ricamato

l’astro strizza l’occhio,

ci guarda con perplessità,

quasi detta leggi nuove,

ci parla con semplicità:

“nell’universo soli

e dispersi nell’incubo

della brevità!”

L’astro che più brilla

non ha ancora un nome,

non si sa se esiste ancora.

Ecco! Non sembra vero!

s’è disperso tra gli insiemi,

miliardi d’altri corpi

inghiottito dall’attimo

della sua semplice nudità.

Giovanni Teresi

Astrum sui conscium

 Astrum, quod magis resplendes,

e longinquo venis,

velut aurum luces in obscuritate.

Luminosae distantiae leves fiunt imagines,

invicem pulsante vita praeditae.

Parvulum ut granum

in infinitatem te proicis.

Paludamentum ornat caeruleum

stellarum pulvis,

variis sortem cuique coloribus pingit.

Astrum, in trama caerulea tu cubas,

res obtutum inicis humanas,

quas interrogans adspicis;

pro bono iura promovere vis,

haud sine simplicitate.

“In universa re – dicis – sola sumus

sparsaque, brevitatis angore capta!”

At nullum nomen tibi est,

an exstes adhuc nescio.

En! Mirabile visu!

Mediis innumeris ines corporibus,

totum nudum, proh dolor,

fugaci temporis fragmento voraturum.

Johannes Teresi

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