Ansia – lirica di Giovanni Teresi

 

 

 

 

Frettolosi passi,

lungo l’incerto sentiero

accompagnati da solitari

e fuggitivi sguardi,

portano in antri vicini e chiusi.

Disattenti  voli,

in pensieri vaganti,

cullano antichi ricordi.

Dì, attimi affiorano…

suoni, voci, odori, ombre,

cose comuni.

Storie scolpite su muri,

scritte su pagine ingiallite,

calendari sbiaditi

affissi a rugginosi spilli,

ricordano lune passate.

Il fischio d’un treno lontano

perviene tra l’umida nebbia

giungendo con l’ansia

di nuove attese.

Frammenti di specchi

gettati per caso

riflettono pezzi di cielo.

Parole, cenni di vita

s’infrangono in cocci

tra confusi bagagli.

Si riprende, poi,

nell’ora dettata,

scandita da gocce di pioggia,

aspettando

sotto marmorei balconi,

l’incerto binario scrutando,

leggendo il giornale,

sognando magari

un luogo diverso.

Giovanni Teresi

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