Pantelleria tra natura e poesia – liriche di Giovanni Teresi

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Lo specchio di Venere

Era un’alba radiosa,

la primavera sorrideva,

offriva i suoi profumi.

Tra le fronde lo zefiro

spirava leggero…

il mare con lento moto

carezzava le coste.

Un lembo di terra

divenne sfondo di cielo

in lago incantato

ove si cullava beata,

in madrepora conchiglia,

la dea, da poco nata

da candida spuma marina:

Venere! Bella in odor di rose.

Allora il cielo brillò

di luce splendente

baciando le spighe,

i suoi dorati capelli.

Un sorriso si specchiò

nell’acqua sulfurea,

che profumata divenne

al suo gentil sguardo.

 

Il porto di Kossyra

Allora Cartagine, con guerra irruente,

conquistò la Trinacria isola greca

e Kossyra con la povera gente.

La guerra divampò cruenta e cieca

nel lago di Filiu e nella piana di Ghirlanda …

Cartaginesi contro i Romani e Cossyresi,

ma quest’ultimi la ebbero vinta!

Riunitisi in banda, alla Montagna Grande non si sono arresi,

per un po’ furono sotto romanum dominium.

Fu così coniata moneta d’oro per la vittoria,

e Kossyra divenne dell’Impero Municipium.

 

Giovanni Teresi

 

 

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