CAROSELLO – Il 3 gennaio 1954, dagli studi Rai di Torino, le prime trasmissioni della televisione italiana – Racconto di Giovanni Teresi

 

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http://braviautori.blogspot.it/2017/05/carosello-antologia-di-opere-ispirate.html

 

Tra le fine degli anni 1950 e gli anni 1960 si ebbe una profonda trasformazione socio-economica che gli storici denominarono “miracolo economico”,  individuando tale aspetto nel mutamento degli stili di vita della popolazione italiana.

Questo processo di crescita economica  iniziò nel 1958 e durò fino al 1963.

All’inizio degli anni ’50, le notizie venivano recepite tramite la Radio.

A riguardo, mi ricordo un episodio emozionante. In quel tempo, capitava spesso che da bambino non volevo mangiare, allora mio nonno accorreva subito per l’amore del nipote, che forse a volte fingeva di star male.

Era piacevole sentire i suoi racconti, che erano minuziosamente descritti e intervallati da canzoni dell’epoca. Il suo volto, a tratti espressivo, mostrava grande emozione per il tragico vissuto nelle due guerre; ma era fiero d’aver sofferto per la libertà.

Spesso nel racconto si augurava che i nipoti godessero sempre di essa.

Faceva, così, un appunto di rimprovero ricordando che lui aveva mangiato anche le scorze di patate.

Allora, quasi mortificato,io gustavo la minestra silenziosamente ascoltandolo: “Il Piave mormorava … calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 Maggio …”.

Poi, accesa la vecchia radio, che mostrava il verde occhio magico intermittente, girate le manopole d’avorio sulla stazione desiderata, ascoltava il giornale radio commentando qualche notizia politica. Il nonno, così, compiaciuto per il mio ascolto e perché mangiando stavo meglio, guardando l’orologio d’oro da taschino, mi porgeva una dolce carezza ed un bacio che odorava di tabacco.

Solitamente alla radio, in un unico mobile, veniva incorporato anche il giradischi; i dischi erano quelli a 78 giri, grandi piatti neri con le copertine di carta paglia ed un’etichetta al centro del disco che mostrava il nome del produttore.

Così, la radio era il mezzo più usato per seguire i vari programmi radiofonici italiani: i notiziari, la musica e, la domenica, le cronache delle partite di calcio, con l’indimenticabile Nicolò Carosio ed il suo “quasi goal”.

Dalla seconda metà degli anni cinquanta i simboli del benessere, che cominciarono a diffondersi fra i ceti medi della popolazione, divennero le automobili, gli elettrodomestici, il turismo di massa.

In quel tempo, l’elettrodomestico tecnologicamente innovativo è stato la Televisione, che trasmetteva i primi programmi con immagini in bianco e nero. Tra un programma e l’altro c’era l’intervallo, che con della musica, sempre la stessa, accompagnava  scorci di paesaggi d’Italia.  Allora, il metodo per proporre la pubblicità in televisione, studiato dalla Rai, consisteva nella presentazione di una serie di brevi spettacolini al termine dei quali veniva pubblicizzato un prodotto: un alternarsi di personaggi, storie e prodotti, una parata… insomma, un Carosello!

I negozi di elettrodomestici mettevano in bella mostra qualche TV, e dietro le vetrine i passanti si fermavano incuriositi. Un giorno mio padre, facendo un grosso sacrificio economico, volle farci una sorpresa;  acquistò  una TV 24 pollici, ricordo ancora la marca “Atlanthic”. La televisione era corredata da un grosso stabilizzatore per la corrente ed un’antenna in metallo.

Aperta la scatola, immaginate la felicità che tale regalo suscitò.

Papà, tornando dal lavoro con la sua spedita vespa, fu accolto con gioia ed applausi. Si dette subito da fare nel leggere le istruzioni e nel provare la visione delle immagini. Fu una vera gradita sorpresa guardare quel rettangolare schermo che trasmetteva musica, immagini e parole, che al momento non capivo da dove provenissero. Curioso, ho guardato dietro la TV, impressionato scorgevo dalle strette grate un mondo sconosciuto di piccole e grosse ampolle di vetro accese come dei lumini. Mi fu spiegato che erano delle valvole.

All’inizio seguivamo la TV soprattutto di sera. Non tutti possedevano la TV, così, nell’ampia sala d’ingresso della mia casa, assieme ai vicini, ci si ritrovava a guardare i programmi. Ricordo alcuni amici che avevano il volto estasiato ed emozionato seguendo i programmi sportivi o il Festival della canzone italiana.  Di solito, dopo il Carosello, era divenuta una prassi che tutti i bambini andassero a letto per il protrarsi dei successivi programmi.

In quel periodo, il nove Ottobre del 1958, moriva Papa Pio XII , e il ventotto marzo 1958 gli succedeva Papa Giovanni XXIII.

Anche il vocabolario italiano stava cambiando, alcune parole inglesi erano ormai d’uso comune, come le canzoni. Il cinque ottobre 1962 uscì il primo disco, un 45 giri, con i brani: “Love me do” e “P.S.: I love you” dei Beatles. Il jukebox, apparecchio diffuso sin dagli anni quaranta, che conteneva fino a duecento dischi su un supporto circolare, continuava ad essere usato soprattutto nei bar. Dopo aver inserito una moneta, un braccio meccanico andava ad estrarre il disco selezionato e successivamente si poteva ascoltare la canzone. Il jukebox fino a tutti gli anni ’60 è stato un simbolo di costume mondiale, utilizzato per riprodurre la musica in tutti i locali pubblici. In Italia esso divenne celebre grazie al Festivalbar, trasmissione che premiava la canzone più “gettonata” nei jukebox di tutto il nostro Paese. Gli stabilimenti balneari, i circoli  possedevano i jukebox , che, per tutta l’estate continuavano ininterrottamente a riprodurre la tanto amata musica. I giovani, cantavano e  ballavano sulle note di Elvis Presley & C.

Giovanni Teresi

 

“CAROSELLO” Antologia di opere ispirate dal concetto di Carosello e per ricordare il 40° anniversario della sua chiusura AA.VV.;  Ediz. BraviAutori 2017

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