Il ritorno di Odisseo in patria – Ricerca mitologica di Giovanni Teresi

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I Proci – Wikipedia – ricerca immagine tramite google

 

 

Quando Odisseo arrivò in patria, scoprì che la sua casa stava andando in rovina. Credendolo morto erano arrivati molti pretendenti alla mano di Penelope. Da Dulichio vennero in cinquantasette:

Anfinomo, Toante, Demottolemo, Anfimaco Eurialo, Paralo, Evenoride, Clitio, Agenore, Euripilo, Pilemene, Acamante, Tersiloco, Agio, Climeno, Filodemo, Menottolemo, Damastore, Biante, Telmio, Poliido, Astiloco, Schedio, Antigono, Marpsio, Ifidamante, Argio, Glauco, Calidoneo, Echione,, Lamante, Andremone, Ageroco, Medone, Agrio, Promo, Ctesio, Acarnano, Cicno, Serante, Ellanico, Perifrone, Megastene, Trasimide, Ormenio, Diopite, Mecisteo, Antimaco, Tolemeo, Lestoride, Nicomaco, Polipete e Cerao.

Da Same vennero in ventitré:

Agelao, Pisandro, Elato, Ctesippo, Ippodoco, Euristrato, Archemolo, Itaco, Pisenore, Iperenore, Ferete, Antistene, Cerbero, Perimede, Cinno, Triaso, Eteoneo, Clitio, Protoo, Liceto, Eumelo, Itano e Liammo.

Da Zacinto vennero in quarantaquattro:

Euriloco, Laomede, Molebo, Frenio, Indio, Minide, Liocrito, Pronomo, Nisa, Daemone, Archestrato, Ippomaco, Eurialo, Periallo, Evenoride, Clitio, Agenore, Polibo, Polidoro, Taditio, Stratio, Frenio, Indio, Desenore, Laomedonte, Laodico, Alio, Magnete, Oletroco,Barta, Teofrone, Nisseo, Alcarope, Periclimeno, Antenore, Pellante, Celto, Perifo, Ormeno, Polibo e Andromede.

Della stessa Itaca i pretendenti erano dodici:

Antinoo, Pronoo, Liode, Eurinomo, Anfimaco, Anfialo, Promaco, Anfimedonte, Aristrato, Eleno, Dulichieo e Ctesippo.

Tutti questi pretendenti vivevano nel palazzo di Odisseo, e consumavano il suo bestiame per i loro banchetti. Penelope, costretta a risposarsi, aveva promesso di scegliere il nuovo marito quando avesse finito di tessere il lenzuolo mortuario di Laerte: ed erano ormai tre anni che tesseva, perché il pezzo che aveva tessuto di giorno, di notte lo disfaceva. In questo modo i pretendenti venivano ingannati da Penelope, ma alla fine fu scoperta. Odisseo, appena venne a sapere come stavano le cose a casa sua, andò dal suo servo Eumeo travestito da mendicante, si fece conoscere solo da Telemaco, e poi entrò in città. Lungo la strada incontrò il capraio Melanzio, uno dei suoi servi, che lo trattò davvero male. Arrivato alla reggia, Odisseo mendicò un po’ di cibo ai pretendenti, e poi fece a pugni con un altro mendicante, soprannominato Iro. Dopo essersi fatto riconoscere anche da Eumeo e Filezio, Odisseo ideò un piano contro i pretendenti, insieme anche a Telemaco.

Penelope diede ai pretendenti l’arco di Odisseo, dono di Ifito, e dichiarò che avrebbe sposato l’uomo che avesse saputo tenderlo. Nessuno ci riuscì: allora Odisseo lo prese e cominciò a tirare contro i pretendenti, spalleggiato da Eumeo, Filezio e Telemaco. Uccise anche Melanzio e le serve che erano andate a letto con i pretendenti; poi si fece riconoscere da sua moglie e da suo padre.

Dopo aver celebrato sacrifici ad Ade, Persefone e Tiresia, attraversò va piedi l’Epiro e arrivò in Tesprozia, dove offrì dei sacrifici a Posidone – secondo la profezia di Tiresia – e placò la sua ira.

 

Giovanni Teresi

Bibliografia: I Classici Greci e Latini “Apollodoro – Biblioteca – Il libro dei miti” Oscar Mondadori

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