L’antico borgo ericino – da Racconti di altri tempi, testo di Giovanni Teresi

 

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Erice – il Castello di Venere – ricerca immagini tramite google

 

Oggi come ieri, circondato d’abeti e  grigie mura, immerso tra i frutteti e i declivi, l’antico borgo poggia sul monte. La bianca Cattedrale, vestita in marmoreo merletto, le aristocratiche dimore sono medievale presenza. C’è qualcosa di buono nell’aria: il profumo di mosto e di legno, che sottile s’eleva tra le setose nuvole e resinoso nei tagli di pino si mescola al ronzio della pialla per diffondersi poi negli acciottolati vicoli. Sopra i portici, tra eleganti rosoni, nidificano le rondini planate tra le ogivali finestre dell’antico palazzo. La storia, pietrificata in capitelli e fregi del Castello Normanno, nei dintorni abita sovrana; le muscose pietre, gli steccati sopra il precipizio, i rugginosi lampioni, le brune tegole sui tetti e campanili sono prigionieri del tempo. Poi un ancestrale canto si ode dall’abbazia, dolci note armoniche dipartono dal tarlato organo … e le ombre, e i lumi di tenui chiarori si tessono tra le felci e i gerani dentro intimi androni. Anche la santa icona dell’Immacolata offre il terso candore d’un sorriso.  Le ore e gli istanti procedono col loro cammino, dall’alba al tramonto, nell’infinito suggestivo incancellabile sogno.

Giovanni Teresi

http://www.touringclub.it/borghi-ditalia/il-castello-di-venere-erice-tp

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