Il mostro Idra di Lerna e la cerva di Cerinea – Racconti mitologici – Ricerca di Giovanni Teresi

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Eracle e l’Idra di Lerna – ricerca immagini tramite google

 

Idra era un mostro che viveva nella palude di Lerna, ma spesso si inoltrava nella pianura e devastava il bestiame e la campagna. Aveva un corpo enorme, con nove teste: otto di esse erano mortali, ma quella in mezzo era immortale. Eracle salì sul carro, guidato da Iolao, e arrivò a Lerna, fermò i cavalli, e trovò l’Idra su un colle vicino alla sorgente Amimone, dove aveva la sua tana. Allora vi gettò dentro delle frecce infuocate, e costrinse l’Idra a venir fuori: appena uscì, le saltò addosso e la bloccò. Ma quella subito gli si attorcigliò intorno ad una gamba e lo avvinghiò. Eracle allora cominciò a stroncare le sue teste con la clava, ma non concludeva niente, perché a ogni testa mozzata due nuove ne spuntavano.

E in aiuto dell’Idra giunse anche un granchio di spaventosa grandezza, che morsicò il piede di Eracle. Dopo averlo ucciso, anche l’eroe allora chiamò in aiuto Iolao: e questi diede fuoco alla macchia lì vicino, e con i tizzoni ardenti impediva alle nuove teste di spuntare bruciando la carne alla base delle teste mozzate. In questo modo riuscì ad avere il sopravvento sulle nuove teste, e a mozzare finalmente anche quella immortale: poi la seppellì e ci mise sopra una pesante pietra, presso la strada che da Lerna porta a Eleunte.

Il corpo d’Idra, invece, lo fece a pezzi, e intinse le sue frecce nel fiele della bestia.

Ma Euristeo disse poi che non si poteva tener conto di questa seconda fatica, perché ucciso l’Idra con l’aiuto di Iloao, e non da solo.

Come terza fatica gli fu comandato di portare viva a Micene la cerva di Cerinea.

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Eracle con la cerva di Cerinea – rilievo VI secolo – ricerca immagini tramite google

 

In quel tempo la cerva era a Enoe: era una cerva dalle corna d’oro, sacra ad Artemide.Dato che non voleva ferirla né tantomeno ucciderla, Eracle la inseguì per un anno intero. Alla fine la cerva, affaticata dall’inseguimento, si rifugiò sul monte chiamato Artemisio, e lì, proprio mentre stava per attraversare il fiume Ladone, Eracle la colpì, se la caricò sule spalle e velocemente s’inoltrò nell’Arcadia.

Ma lo incontrò Artemide, insieme ad Apollo: gli strappò dalle spalle la cerva e lo accusò di aver voluto uccidere un animale a lei sacro. Eracle si scusò sostenendo che era necessario, e disse che il colpevole era Euristeo: così l’ira della dea si raddolcì, e l’eroe poté portare la cerva ancora viva a Micene.

Giovanni Teresi

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