“La Poesia è sogno” Antologia poetica AA.VV. Carello Editore – Nel testo liriche di Giovanni Teresi

“La Poesia è sogno”  incontro critico a fini didattici con le attese, le speranze, i sogni, le illusioni i voli fantastici dei poeti d’oggi 

In Antologia liriche di Giovanni Teresi

La trama del tempo

Tessevano eleganti fili d’oro,

cucivano pagliuzze e perle

su tagli di seta…

le sottili dita suonavano anche

note eleganti di vita

su tasti d’avorio…

Allegra melodia più volte sentita,

appena accennata

negl’intervalli di tempo.

Le giovani dita ornate d’anelli,

disegnavano gentil grazia,

parlavano al suono della voce.

I fili di seta tessuti nel tempo,

le perle e pagliuzze seminate

negli anni…

hanno consumato le dita,

anche la voce è tremula,

indecisa alle note del piano

che suona la stessa canzone.

 

Sogno

Metamorfosi della realtà;

è volare, posarsi in bilico

sui fili,

è entrare nei bui tunnel,

ritrovare la natia luce.

E’ immergersi con le ali

della fantasia notturna

nella riflessa immagine

d’uno specchio.

 

Fragilità

 Cosa può offrire

un’immagine riflessa

da un sottile

vulnerabile specchio?

L’aulica bellezza,

l’irreale verso

del tempo

appena trascorso.

Ombre, luci,

colori trasposti,

copiati…

o forse mai esistiti.

Il volto della verità è

nello sfuggente sguardo,

negli angoli di un sorriso,

nel sudore dell’emozione.

Fragilità!…

Fragilità dell’attimo

fugace,

irripetibile,

ingannevole

parte dell’essere.

Passa in silenzio

nella vitrea apparenza

l’anima segnata

nell’alone di un respiro.

 

La poesia è sogno

Le sillabe,

le parole confuse,

appena pronunciate

si posano in versi

sul diagramma dell’arcobaleno;

si fermano poi un attimo

alle luci dell’alba.

Articolate note

s’odono nel leggero

evanescente sonno…

Fluttuano le onde

sonore in musica,

cantano la dolce melodia

d’amor…

Mutano le luci agli occhi

appena aperti,

tra le palpebre si scorgono

i timori d’un nuovo giorno.

Allora la poesia è nell’aria

quando i dorati raggi

vestono di gioia i frutti.

Il sonno scompare

all’incandescente arco

che trafigge incantato

le ultime stelle

e il cielo che si sbriciola

in candide nuvole

e il mare.

 

Pellegrini

Vagano nell’umida sabbia

le orme e scompaiono nel nulla …

tracce di storia emergono dall’onde;

cocci d’antichi ricordi.

Bianca bambagia in spuma

tra le rocce s’addensa e poi…

si disintegra nel peregrino vento.

Bianche nuvole anch’esse

si diluiscono nell’immenso

azzurro etereo e si dipingono

in forme strane o conosciute.

Così vagano nell’irripetibile

momento i pellegrini voli,

la voce, lo sguardo,

gli umori di quei passi.

 

Pensiero

 Vado col pensiero lontano…

e attraverso le sue inesplicabili vie.

Vado fin dove l’immagine si confonde

ed il suono si affievolisce lontano, lontano…

Sento il vento correre dalla nube al confine

ed il caldo espandersi, poi…

temperandosi sin a divenir

fredda rugiada.

 

Il merletto di sabbia

Nei sogni si vola

in paesi sconosciuti,

trasfigurati

e lontani nella mente.

Paesi di sabbia,

che s’affacciano

e svaniscono come

tenui, fragili merletti.

 

Il gioco istintivo

Cerchi concentrici si formano

al tocco di sassolini raccolti

poi … buttati a pelo d’acqua.

Così evidenti al centro

diventano man mano

evanescenti come i sogni.

Solo le pietruzze,

confetti colorati, sono reali …

lì da millenni,

aspettano d’esser toccati.

 

Pioggia di stelle

A sera il cielo colora

di profondo azzurro

come il mare.

La luna segna la sua via

con chiarori argentei sulle onde.

All’orizzonte

un fascio di rosse luci

saluta il dì passato.

Polvere di stelle cade spparsa

come semina d’incanto.

 

Lettura critica

Ancora una volta Giovanni Teresi dimostra l’autenticità della sua poesia, una poesia che nasce dal cuore e da una meticolosa osservazione. C’è nostalgia, una certa solitudine ed una vena di speranza a marchiare di sé i versi che denotano freschezza ispirativa ed eleganza di movimenti. I temi sono diversificati, il linguaggio è assai curato e sempre scandito con immagini dettagliate, nitide. Ci sono la trama del tempo e la fugacità della vita a rendere comunque il condensarsi di realtà, miti e fantasia un mosaico policromo di suoni e di sussulti, tanto che la poesia di Giovanni Teresi vive appieno di una luce propria ed ogni sua accelerazione finisce per cavalcare, e alla grande, quel sogno che fa della poesia un concerto di sillabe, di parole sonore che “si posano sul diagramma/ dell’arcobaleno”.

Fulvio Castellani

 

 

 

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